Ocarina: Strumento Musicale

  • 5 Agosto 2025
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Che Cos’è l’Ocarina

Origini del termine

Il nome “ocarina” deriva dall’italiano dialettale emiliano e significa letteralmente “piccola oca”. Fu coniato da Giuseppe Donati, un musicista e artigiano italiano del XIX secolo, che ne perfezionò la forma moderna. La somiglianza dello strumento con il becco di un’oca – sia per l’aspetto che per il suono leggermente nasale – ispirò questo nome curioso ma affascinante.

Sebbene molte persone associno l’ocarina ai videogiochi – in particolare a The Legend of Zelda: Ocarina of Time – essa ha radici molto più profonde. Si tratta di un aerofono, cioè uno strumento musicale a fiato, in cui il suono viene generato dal movimento dell’aria attraverso una cavità.

Nonostante il nome sia moderno, l’ocarina esiste in molte forme e culture fin dall’antichità. Le sue versioni primitive sono state scoperte in tutto il mondo, con forte presenza in Asia, Mesoamerica e Africa.

Il termine “ocarina” oggi è usato per descrivere uno specifico tipo di flauto globulare, ovvero uno strumento chiuso con fori per le dita, che permette di modulare le note tramite il controllo del respiro e la combinazione dei fori aperti o chiusi.

Descrizione generale dello strumento

L’ocarina è un piccolo strumento musicale a fiato, generalmente a forma di fischietto ellittico o globulare, con uno o più fori per le dita e un’imboccatura in cui si soffia. A differenza dei flauti, l’ocarina non ha un tubo lungo per modificare la frequenza del suono, ma una camera chiusa che vibra interamente quando l’aria entra – un po’ come quando si soffia su una bottiglia.

La maggior parte delle ocarine ha da 4 a 12 fori, permettendo di suonare una scala musicale completa. Alcuni modelli avanzati – come le ocarine doppie o triple – estendono il numero di note e consentono esecuzioni musicali più complesse.

Quello che rende unica l’ocarina è il suo suono etereo, dolce e sognante, simile al canto di un uccello o al sussurro del vento. È questa qualità che la rende tanto amata dai musicisti folk e dai compositori di colonne sonore.

Il design può variare: alcune sono fatte per essere suonate con una sola mano, altre richiedono entrambe. Esistono versioni da collo, da tasca o da tavolo, utilizzate anche in ambiti concertistici.

La Storia dell’Ocarina

Le origini antiche

L’ocarina ha origini antichissime. Le prime forme conosciute sono state scoperte in civiltà precolombiane dell’America Centrale e Meridionale, specialmente tra i Maya e gli Aztechi. In queste culture, strumenti simili all’ocarina venivano utilizzati durante cerimonie religiose, danze e rituali, ed erano spesso scolpiti in terracotta e decorati con simboli sacri.

In Asia, e in particolare in Cina, si trova uno strumento simile chiamato Xun, risalente a oltre 7.000 anni fa. Questo strumento veniva suonato in contesti di corte e rituali religiosi, ed era considerato un simbolo di cultura e raffinatezza.

Queste antiche ocarine variavano molto per forma, dimensione e materiali. Alcune avevano solo 2 o 3 fori, altre ne avevano molti di più. Realizzate in pietra, argilla o osso, servivano non solo come strumenti musicali ma anche come oggetti rituali o simboli di status.

Nonostante le differenze, tutte queste versioni avevano un punto in comune: il principio di base del suono prodotto soffiando in una cavità chiusa. Questo è il cuore stesso dell’ocarina, un concetto semplice ma incredibilmente efficace.

L’evoluzione moderna dell’ocarina

La versione moderna dell’ocarina nasce nel 1853 in Italia, grazie all’arte e all’ingegno di Giuseppe Donati, un artigiano di Budrio (Emilia-Romagna). Donati, appassionato di musica e strumenti popolari, decise di migliorare lo strumento tradizionale creando un design più accurato e musicalmente valido.

La sua invenzione, una ocarina a 10 fori, permetteva una gamma tonale più ampia e una maggiore precisione nell’intonazione. Questa innovazione portò alla nascita della “banda dell’ocarina” a Budrio, che contribuì a diffondere lo strumento in tutta l’Italia e poi in Europa.

Durante le Guerre Mondiali, le ocarine venivano spesso portate dai soldati per passare il tempo e trovare conforto nei momenti più difficili. Economiche, portatili e dal suono melodico, si rivelarono perfette per accompagnare le marce o le pause nei campi militari.

Nel corso del XX secolo, l’ocarina trovò spazio anche nella musica da concerto, nelle scuole di musica e in colonne sonore cinematografiche. Tuttavia, il vero boom arrivò nel 1998 con il celebre videogioco “The Legend of Zelda: Ocarina of Time”. Da quel momento, lo strumento conobbe una rinascita globale.

Oggi, l’ocarina è considerata uno strumento accessibile ma nobile, capace di adattarsi a contesti folk, classici, pop o sperimentali, continuando a incantare con il suo fascino senza tempo.

Tipi di Ocarina

Ocarina a 4 fori

L’ocarina a 4 fori è il modello base e più semplice. È perfetta per i principianti, i bambini e per chi si avvicina alla musica per la prima volta. Con solo quattro fori, questo strumento permette di suonare scale pentatoniche e alcune melodie diatoniche semplici.

Grazie alla sua semplicità, offre un approccio immediato all’apprendimento della musica. Basta una combinazione di dita e un minimo controllo del respiro per iniziare a produrre melodie dolci e riconoscibili.

Spesso queste ocarine sono realizzate in plastica colorata o in ceramica smaltata, e hanno forme giocose – animali, cuori, simboli fantasy – rendendole ideali anche come gadget o regali educativi.

Ovviamente, il loro limite principale è la gamma ridotta. Non sono adatte a brani complessi o con molte modulazioni, ma svolgono perfettamente il ruolo di strumenti introduttivi, e spesso rappresentano il primo passo verso ocarine più avanzate.

Ocarina a 6 e 12 fori

Le ocarine a 6 fori rappresentano una via di mezzo perfetta tra facilità d’uso e versatilità. Offrono una gamma tonale completa di almeno un’ottava e, con una buona tecnica, possono estendersi anche oltre. Sono ideali per chi vuole suonare melodie più articolate ma senza complicarsi troppo.

Le ocarine a 12 fori, invece, sono strumenti completi in grado di coprire quasi due ottave intere. Questo le rende perfette per musicisti di livello intermedio o avanzato, e per performance più espressive e professionali.

La disposizione dei fori in queste ocarine richiede maggiore precisione e pratica. Tuttavia, una volta padroneggiata la tecnica, aprono un universo sonoro fatto di colonne sonore, musica classica, canzoni moderne e improvvisazioni.

I modelli professionali sono spesso realizzati in ceramica di alta qualità, con finiture eleganti e accordature precise (di solito in Do, Sol o Fa). Sono gli strumenti più usati nei concerti e nelle registrazioni.

Ocarine multi-camere

Le ocarine multi-camere (doppie, triple, quadruple) rappresentano l’apice dell’artigianato e della complessità tecnica. Composte da più camere sonore indipendenti, ciascuna con il proprio set di fori e imboccatura, permettono di suonare fino a tre ottave e oltre.

Il passaggio da una camera all’altra può avvenire tramite una seconda imboccatura o una combinazione di dita, rendendo il suono continuo e fluido, senza interruzioni evidenti.

Queste ocarine sono pensate per musicisti esperti che desiderano eseguire brani classici, virtuosistici o sperimentali. Grazie alla loro estensione e qualità sonora, possono rivaleggiare con strumenti come il flauto traverso o l’oboe in termini di espressività.

Sono spesso realizzate su commissione, in ceramiche pregiate, decorate a mano, e possono avere un costo elevato. Tuttavia, il risultato è uno strumento unico, potente ed emozionante.

Materiali con cui è Costruita l’Ocarina

Ceramica

La ceramica è uno dei materiali più tradizionali e apprezzati per la costruzione delle ocarine. Fin dalle sue origini, l’ocarina è stata modellata in argilla, poi cotta e spesso decorata a mano. Ancora oggi, molte ocarine di alta qualità sono realizzate in ceramica smaltata, che conferisce allo strumento un aspetto elegante e una sonorità calda e piena.

Il vantaggio della ceramica è che permette una intonazione molto precisa e produce un suono puro e limpido. Inoltre, il materiale risponde bene alle vibrazioni dell’aria, creando un tono più morbido rispetto ad altri materiali. Per questo motivo, è spesso il preferito dai musicisti professionisti e dagli appassionati più esigenti.

Tuttavia, le ocarine in ceramica richiedono una certa attenzione: sono fragili e possono rompersi facilmente in caso di caduta. Alcuni modelli di fascia alta vengono venduti con custodie imbottite proprio per proteggerle durante il trasporto.

Le ocarine in ceramica sono spesso anche vere e proprie opere d’arte. Gli artigiani possono decorarle con disegni tradizionali, motivi etnici, riferimenti fantasy o anime, rendendole oggetti da collezione tanto quanto strumenti musicali.

Plastica e materiali sintetici

Le ocarine in plastica o materiali sintetici sono ideali per i principianti, le scuole o per chi cerca uno strumento economico, leggero e resistente. Sono molto popolari tra i giovani musicisti, soprattutto grazie al prezzo accessibile e alla varietà di colori e forme disponibili.

Anche se non offrono la stessa qualità sonora delle ocarine in ceramica, quelle in plastica sono comunque perfettamente accordate e possono coprire un’intera ottava o più. Alcuni produttori di alta qualità, come Focalink o Noble, producono ocarine in plastica con performance molto vicine a quelle in ceramica.

Il principale vantaggio di queste ocarine è la durabilità. Possono essere trasportate ovunque, utilizzate all’aperto, e non si danneggiano facilmente in caso di caduta. Per questo motivo, sono perfette per attività scolastiche, escursioni, lezioni di gruppo o semplicemente per chi suona per hobby.

Inoltre, essendo resistenti all’umidità, sono più igieniche e facili da pulire rispetto ad altri materiali. Molti musicisti professionisti ne tengono una di riserva nello zaino per esercitarsi in qualsiasi momento.

Legno e metalli

Le ocarine realizzate in legno o metallo sono decisamente più rare, ma offrono una sonorità particolare e un’estetica unica. Il legno conferisce allo strumento un suono più morbido, caldo e ovattato, perfetto per interpretazioni intime e meditative.

Ogni tipo di legno (ebano, acero, palissandro, bambù) ha le sue proprietà acustiche specifiche, e ogni ocarina costruita a mano in questo materiale è un pezzo unico, con variazioni naturali nella tonalità e nel timbro. Tuttavia, sono strumenti delicati, sensibili all’umidità e alle variazioni climatiche, per cui richiedono cura e manutenzione.

Le ocarine in metallo (come ottone o rame) sono ancora più particolari e meno comuni. Producono un suono chiaro, brillante e penetrante, ma possono risultare più fredde al tatto e meno confortevoli da suonare per lunghi periodi.

Queste versioni sono spesso acquistate da collezionisti o da musicisti in cerca di un suono molto specifico, e sono apprezzate per la loro originalità e stile distintivo. Tuttavia, non sono consigliate per chi è alle prime armi, a causa della loro complessità nella manutenzione e del costo spesso elevato.

Come Si Suona un’Ocarina

Tecniche di base

Suonare l’ocarina può sembrare semplice, ma come per ogni strumento, richiede pratica, pazienza e sensibilità musicale. La prima cosa da imparare è come soffiare correttamente. A differenza di altri strumenti a fiato, l’ocarina richiede un soffio morbido, costante e controllato. Troppa forza può far “strillare” lo strumento, mentre un flusso troppo debole lo rende afono.

Il secondo passo è comprendere la diteggiatura, ovvero come coprire correttamente i fori. Ogni combinazione produce una nota diversa. Le ocarine moderne hanno schemi di diteggiatura standardizzati, facilmente reperibili online o nei manuali, che aiutano a imparare le scale e le melodie.

Le ocarine più comuni sono accordate in Do e seguono una diteggiatura lineare. Ad esempio, coprendo tutti i fori si ottiene il Do basso, e man mano che si scoprono i fori uno a uno, si sale nella scala. Con l’esperienza si possono imparare anche tecniche avanzate, come il vibrato (ottenuto con piccole variazioni di respiro), lo staccato (note brevi e separate) e persino glissando (passaggi fluidi tra le note).

Un’altra tecnica fondamentale è il respiro diaframmatico, che permette di avere maggiore controllo del flusso d’aria e di suonare più a lungo senza affaticarsi. È la stessa tecnica usata da cantanti e flautisti, e una volta acquisita, rende il suonare molto più naturale.

Posizione delle dita e controllo del respiro

La posizione delle dita deve essere precisa ma rilassata. Le dita devono coprire completamente i fori senza schiacciarli, altrimenti si rischia di alterare l’intonazione. Una minima fuga d’aria può compromettere l’intera nota. Per questo motivo è consigliabile esercitarsi inizialmente lentamente, davanti a uno specchio o sotto la guida di un video tutorial.

Il respiro, come già detto, è il cuore dello strumento. Più che la quantità d’aria, conta la qualità del flusso: continuo, stabile e regolato in base all’altezza della nota. Le note più basse richiedono meno pressione, mentre quelle più alte necessitano di un soffio leggermente più deciso ma sempre controllato.

Un buon esercizio è quello di sostenere una singola nota per il maggior tempo possibile, cercando di mantenerne stabile il timbro. Questo allena sia la muscolatura respiratoria sia l’orecchio musicale.

Un errore comune è quello di gonfiare le guance durante il soffio: questo va evitato, perché toglie controllo e rende il suono più sporco. L’aria deve provenire dal diaframma, non dalla bocca.

Infine, l’intonazione perfetta si ottiene combinando la corretta diteggiatura con un respiro preciso. Le prime settimane possono sembrare difficili, ma con costanza, l’ocarina diventa uno strumento magico ed espressivo, capace di raccontare storie solo attraverso il suono.

Errori comuni da evitare

Chi inizia a suonare l’ocarina tende a commettere alcuni errori ricorrenti. Il primo è soffiare troppo forte, causando un suono acuto e stridulo. Questo è comprensibile, dato che molti associano la forza del soffio al volume, ma l’ocarina funziona meglio con un soffio delicato e dosato.

Un altro errore è non coprire completamente i fori. Anche un minuscolo spazio scoperto può compromettere l’intonazione della nota. È importante imparare a posizionare le dita con cura e precisione, evitando movimenti bruschi o inutili.

Molti principianti ignorano l’importanza della postura. Suonare curvati, con le spalle tese o le braccia troppo rigide, può rendere difficile il controllo dello strumento. È meglio mantenere una postura rilassata, schiena dritta e braccia naturali.

Infine, un errore molto comune è saltare l’allenamento delle scale e voler subito suonare brani complessi. Le scale sono la base per comprendere l’intonazione, sviluppare l’orecchio e migliorare il controllo. È consigliabile esercitarsi quotidianamente con esercizi semplici prima di passare a canzoni complete.

Ricordarsi sempre: ogni errore è parte del processo di apprendimento, e con la giusta attitudine e costanza, si può migliorare ogni giorno.

Conclusione

L’ocarina non è solo uno strumento musicale: è un ponte tra epoche, culture e emozioni. La sua semplicità la rende accessibile a tutti, ma la sua profondità sonora la eleva a strumento espressivo capace di toccare l’anima. Che tu sia un principiante curioso, un appassionato di musica folk o un fan di Zelda in cerca della sua “Song of Time”, l’ocarina ti saprà regalare magia e ispirazione.

Oggi più che mai, in un mondo frenetico e digitale, strumenti come l’ocarina ci riportano a un rapporto più diretto e autentico con la musica. Non servono cavi, schermi o batterie: solo il fiato, le dita e il cuore.

Se stai pensando di iniziare, non aspettare: scegli il modello giusto per te, respira a fondo e lasciati trasportare dal suono antico e incantato dell’ocarina. Un piccolo oggetto che racchiude mille anni di storia e infinite possibilità creative.

FAQ – Domande Frequenti sull’Ocarina

1. L’ocarina è facile da imparare per un principiante?
Sì! L’ocarina è uno degli strumenti più semplici e intuitivi da suonare. Con pochi fori e un respiro controllato, è possibile suonare melodie in poche ore di pratica.

2. Qual è il miglior tipo di ocarina per iniziare?
Per i principianti, l’ideale è una ocarina a 6 o 12 fori in plastica. È resistente, economica e facile da maneggiare. Quando sarai più esperto, potrai passare a un modello in ceramica.

3. Dove posso trovare spartiti per ocarina?
Online esistono numerosi siti dedicati all’ocarina, molti dei quali offrono spartiti gratuiti per tutti i livelli. Ci sono anche tutorial su YouTube e app dedicate.

4. L’ocarina è uno strumento professionale o solo un hobby?
Entrambi! Anche se è spesso vista come uno strumento per hobby, esistono musicisti professionisti che usano l’ocarina nei concerti, nelle colonne sonore e nella musica da camera.

5. Quanto costa un’ocarina di buona qualità?
I prezzi variano molto: da circa 10-20€ per una in plastica, fino a 150-300€ per una professionale in ceramica multi-camere. Tutto dipende dall’uso che ne vuoi fare.

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